All’inizio del XIX secolo, un autore desideroso di mantenere l’anonimato dà vita a un romanzo storico ambientato nel 1400 a Roccarainola. Per quasi due secoli, questa preziosa opera rimane confinata tra le mani di pochi privilegiati. Tuttavia, l’eccezionale Domenico Capolongo, decide di riportarla alla luce, ristampandola e rendendola accessibile a un pubblico più ampio. La trama avvincente, arricchita dalla maestria dell’autore anonimo, offre una dettagliata panoramica sui luoghi e sui personaggi storici, con alcune modifiche agli eventi al fine di rendere la storia ancora più accattivante per il lettore.

Questa narrazione straordinaria merita non solo di essere tramandata attraverso le generazioni, ma di avere un peso maggiore nella considerazione popolare, cosa che non è ancora avvenuta, e auspico che quest’anno si possa finalmente compiere tale nobile compito di diffondere e preservare questa storia affascinante.

Al centro di questa straordinaria vicenda emerge la figura tanto dibattuta di Lucrezia D’Alagno, figura chiave che, secondo la narrazione, sarebbe nata a Roccarainola insieme ai suoi fratelli. Qui, tra le lussureggianti terre adatte alla caccia con i rapaci, avrebbe incrociato il destino con Alfonso, durante una delle sue giornate trascorse nel territorio. Non solo Roccarainola avrebbe assistito a questo incontro, ma avrebbe visto crescere Lucrezia, destinata a diventare nei successivi dieci anni la regina “di fatto” del Regno di Napoli. Nonostante il suo status di regina, la sua nascita a Roccarainola la rende, in ogni senso, una figlia della città, prima di trasferirsi a Torre Octavia e Castel Novo (Torre Annunziata e Napoli).

Tuttavia, ogni anno la rievocazione della storia si interrompe prima della morte di Alfonso, un evento cruciale che sottende l’inizio della saga del Romito di San Donato. Quest’anno, l’auspicio è di svelare l’intero racconto, portandolo alla luce e rendendolo accessibile a tutta la cittadinanza, in modo da immergersi completamente nelle vicende che hanno plasmato la storia di Roccarainola e dei suoi illustri personaggi.

2 Marzo 2021

Per qualche settimana la mia attenzione è stata focalizzata sul culto di San Gennaro. E come al solito Napoli mi ha regalato la meraviglia e lo stupore. Girando il piccolo documentario con Gabriel e Francesco ho scoperto cose bellissime, straordinarie.
Avevo sempre visto da fuori il fenomeno, la liquefazione del sangue, le imprecazioni delle fedeli, e tutto il folklore che ruota intorno a tutti i culti. Ed invece ho scoperto che quel culto è diverso, è il primo esperimento di culto dal basso, appartenente al popolo per una legge scritta molti secoli fa. Appartiene al popolo il culto, il tesoro e tutto quello che ruota intorno al santo. Ho chiesto per strada e alcune persone mi hanno detto che erano atee ma che credevano in San Gennaro 🙂 ! E’ ovvio che la chiesa non tollera questa forte ingerenza, e nel corso dei secoli ha sempre tentato di fare qualcosa per attenuare il fenomeno, cercando di interrompere quella tradizione lasciandola nell’oblio, tentando di declassare San Gennaro a Santo minore, inserendo elementi togati nella deputazione, dando una nuova definizione da miracolo a prodigio.
Sta di fatto che ho scoperto che il vero miracolo lo fanno i Napoletani, con il loro credere, con il loro fatalismo, collegando il presagio, trasmettendo il culto per generazioni. E’ lunga da spiegare, ci sono testi appositi per capire ma come al solito posso solo dire Ti amo Napoli perchè sei differente 🙂 !.

Cristina è un angelo della luce. E’ capace di farti l’oroscopo nel corridoio mentre vai a mensa, e siccome siamo dello stesso segno zodiacale, mi aggiorna continuamente sui movimenti di Saturno, Giove e Plutone.


Ci siamo conosciuti durante una delle 12000 fregature che mi ha rifilato il “palazzo”, all’inizio ero incazzato nero, poi mi sono accorto che una volta tanto il palazzo mi aveva fatto un favore, incautamente mi aveva regalato una amica, una sorella.
Lei canta e suona la chitarra, adolescente, ragazza e donna ribelle, da qualche parte ho visto una sua foto che inforcava una moto in un deserto.
Ha vissuto a 450 all’ora, e solo adesso, forse, sta cominciando a tirare il freno, un po come i campioni di motogp quando tirano la staccata più lunga possibile.
Cristina potrebbe anche avere Saturno sulla panza, non ti nega mai un sorriso, le voglio bene.



La prima antologia dedicata al drammaturgo Samy Fayad, che scrisse per i principali artisti del Sud Italia, fra cui Peppino De Filippo e Nino Taranto, e fu tradotto e messo in scena nei teatri di tutta Europa e America. Il volume, con ampio apparato critico, contiene anche testi inediti e mai rappresentati, offrendo un’ampia panoramica dell’opera multiforme e della scrittura di Fayad.

E’ sicuramente amore quello che esprimono i ragazzi di Avella nei confronti della propria terra e della propria gente. Da 8 anni organizzano questo evento che nei giorni scorsi ha richiamato diverse migliaia di persone, con il cibo la storia e la musica con stile ed eleganza, contando per questo sulla partecipazione giovanile. Il folk di Eugenio Bennato ha portato in piazza migliaia e migliaia di persone nel filmato il gruppo della Tarantella di Montemarano. Abbiamo ovattato il tutto con una music Indie con lo stesso ritmo. Pane, amore puro e tarantelle anche per me. feliceiovino