Paolo Maya e Carmine Sgambati.
Attori: Sabrina Baldazzi e Matteo Benedetto.
Produzione: Surraund Film Company

“Sempe cu’ tte” feat. Daniele Sepe è il primo singolo di “Jastemma” (Squilibri Editore – 2022)

Si ringrazia: Gianluca Di Maro & Let’s Think, Ciro Amendola & Pinkpanther di Mugnano, Donato Di Maio e il Lido Don Pablo.

‘A67: https://www.instagram.com/a67_official/

Sempe cu’ tte è un blues caraibico, una dichiarazione d’amore cantata su un tempo in levare, dove si canta il carattere gratuito e disinteressato del vero amore: “Sto sempre con te perché non mi servi a niente, perché quando sto con te niente più mi serve”. Un sentimento che cerca di risalire la corrente sociale ed etica di una società in cui tutto, comprese le relazioni, sembra fondato sul dare e avere, in una logica di profitto e di utilità. Ma l’amore vero non ha mai un fine, vasta a se stesso.

TESTO:

Sempe cu’ tte

Cu chist’uocchie me tieni fatto
comme ‘o sole ca nun parla e te scarfa
e se mi sbatto m’arrenno sempe
pcchè senza ‘e te nun vaco niente…

Sto sempe cu tte
pcchè nun me siervi a niente
pcchè quanno staje cu me
niente cchiù me serve
sto sempe cu tte
e niente cchiù voglio sapè
pcchè quanno staje cu me
so felice senza vulè

Tu s’inzista e carnale
ma si te parte a capa sì ‘na criminale
e cose storte nun te fidi ‘e vedè
e passi a parte d’‘o tuorto
nun tieni niente ‘a vedè

Sto sempe cu tte
pcchè nun me siervi a niente
pcchè quanno staje cu me
niente cchiù me serve
sto sempe cu tte
e niente cchiù voglio sapè
pcchè quanno staje cu me
so felice senza vulè

Sì me guardi ‘o munno se ferma
e tutto attorno nun se sente niente
trovo pace pure ‘nmiezo ‘a guerra
comme si ‘a vita fosse pe’ sempe

Tu sulo o core staje a sentì
nun tieni maje paura e non dici buscì
Si overa comme ‘na criatura
vuò ave ragion e nun credi a nisciuno

Sto sempe cu tte
pcchè nun me siervi a niente
pcchè quanno staje cu me
niente cchiù me serve
sto sempe cu tte
e niente cchiù voglio sapè
pcchè quanno staje cu me
so felice senza vulè

Il 21 Luglio ho incontrato gli ‘A67 nello studio Arte58 di Roberto Perrone a Bagnoli .
Ho usato la mia Focusrite (18/20) per catturare il suono.
Roberto ci ha fornito i microfoni giusti per strumenti e voci, l’astmosfera doveva essere quella di un video di 15 anni fa.
Il suond check mi ha restituito immediatamente un’energia incredibile.
Ricordo di essermi estraniato per qualche minuto a ballare su una sedia con gli occhi chiusi a ricordare che cos’è stato il Rock: Energia pura, sentita, quella di chi si sta liberando (e ribellando), un’emozione che non provavo da tempo.
I ragazzi forse se ne sono accorti e mi guardavano compiaciuti, come se avessi fatto un tiro della migliore erba 🙂 ( sono allergico 🙁 )
Poi ho pensato che se certe cose non le hai vissute sulla tua pelle non le puoi simulare. Quell’energia, quel fluido, erano autentici, diretti, senza alcun filtro.
E’ questa la grandezza di ‘a camorra song’ io degli ‘a67.
In post produzione avevamo un bellissimo suono pulito e non è stato difficile ottenere un discreto risultato.
E’ stata così forte la carica di energia che ho voluto chiudere il progetto nella stessa giornata: all’1,30 del 22 luglio Daniele ed i suoi amici avevano la prima bozza del video e dell’audio, e le modifiche sono state davvero irrilevanti.

“‘A camorra song’io” – A67 : il remake Liberi&Ribelli L’appuntamento era alle 11 del 21 Luglio nel fantastico studio/sala prove Arte 58 di Roberto Perrone nel cuore del quartiere di Bagnoli.
Dovevamo realizzare il remake di “‘A camorra song’io” con gli A67, che a 15 anni esatti dalla sua uscita conserva intatta la sua potenza.
Non posso usare la parola “canzone” per definire “‘A camorra song’io”, è qualcosa di più, è un manifesto, qualcosa che ho incontrato centinaia di volte quando cercavo musiche per gli approfondimenti di cronaca nel periodo delle faide di camorra.
Per questo motivo gli associo immagini di dolore e crudeltà, e quindi forse su di me ha un impatto emotivo molto forte.
“Se a paura fa 90, a dignità fa 180” è l’urlo di Daniele Sanzone, voce e autore degli A67, che sintetizza un meccanismo basato sulla paura, sull’omertà, e sulla voglia di liberarsi e ribellarsi a quel sistema così radicato nel nostro tessuto sociale, che sembra che non possano esistere altri tipi di realtà.
E la Scampia del 2005 è uno scenario surreale dove lo spaccio “quasi libero”, le continue faide e i morti innocenti sono diventati la normalità.
Gli A67 si sono trovati al centro di quel tifone, proprio dove il vento non è fortissimo, e hanno avuto un punto privilegiato (e doloroso) di osservazione.
Sanno di portarsi quel mondo addosso, come una seconda pelle, che condiziona i loro atteggiamenti e le relazioni con il resto del mondo.
In quell’inferno nasce questa Rock band che nel corso del tempo ha lavorato sul suo sound introducendo anche suoni elettronici, ma il suono crudo della chitarra distorta di Enzo e l’incalzante incastro tra basso e batteria sono sicuramente l’urlo degli A67, che continua a farsi sentire anche a 15 anni di distanza.
Il video uscirà nei prossimi giorni. Stay tuned!

Abbiamo registrato ‘a camorra song’io dal vivo utilizzando la mia 18/20.
Ieri sera ho terminato la produzione audio ed il montaggio delle riprese video. Tutto in un giorno!

“Si ‘a paura fa 90 a dignità fa 180” canta Daniele Sanzone nella sua canzone “A camorra song’io”.
L’ho incontrato stamattina all’ottavo piano di una delle torri di Scampia, per pianificare il racconto per free&rebels.
E’ stato subito feeling, un continuo riscontro sulle varie forme di camorra, nei vari luoghi e nelle varie epoche.
In questo primo approccio mi ha parlato del suo rapporto con il padre, pittore e “direttore degli ‘A67” come amava definirsi, e dei valori che ti insegna il nucleo familiare, che alla fine, fanno la differenza in qualsiasi contesto, e che in qualche modo, assicurano una forma di immunità e di rispetto in quel mondo di spietata ferocia che era la Scampia in ostaggio dei clan. Daniele ritornato a casa da poco, vive proprio nella stanza che fu di suo padre, completamente ricoperta dalle sue opere d’arte, compreso il soffitto che raccoglie in sovrapposizione moltissime raffigurazioni.

Daniele, laureato in filosofia, è voce ed autore degli ‘A67 (che sarebbe nello slang napoletano la 167), il quartiere popolare tristemente noto in passato per le piazze di spaccio e le conseguenti faide per il controllo del territorio da parte dei vari clan.
La sua ribellione a quel sistema è rappresentata da quell’urlo che arriva diretto allo stomaco che è la sua musica.
Esordisce con un album nel 2005 A camorra song’io che è un feroce j’accuse non solo ai clan, ma anche allo Stato che ha latitato per troppo tempo in quei territori, e contro la cinica indifferenza di chi non vive quella quotidianità, quella di chi pronuncia la solita frase “tanto si ammazzano tra di loro” quando il sangue imbratta le strade del quartiere dimenticando che si tratta solo di persone, che spesso non hanno avuto nessun altra scelta.

A Daniele non piace la trasformazione del suo quartiere in “brand di marketing” avvenuto grazie alla trasposizione cinematografica (Gomorra) dei fatti sanguinosi avvenuti nell’arco di moltissimi anni e rappresentati in una contemporaneità che non rispecchia la realtà.
Mi ha salutato facendomi ammirare il Vesuvio, di fronte al suo letto, e leggendomi un brano del suo libro che a breve dovrebbe finire e mandare in stampa.

Tra qualche giorno avrò l’onore di girare il video di “A camorra song’io” a 15 anni dalla sua uscita, un testo che sento fortemente.

feliceiovino renegade free&rebel

All’ascensore mi ha parlato della sua esperienza musicale con Edoardo Bennato, un altro rebel che mi piacerebbe sentire. Con lui ha prodotto Accussì va ‘o munno, energia allo stato puro che ti fa dimenticare anche la dichiaratissima somiglianza con song2 dei blur.

“Naples calling” (2019) regia Massimo Di Pinto

Naples Calling di @Massimo Di Pinto, video title track dell’ultimo album degli @’A67 di Daniele Sanzone (Full Heads – 22/1/2020), che vince il Premio per il Miglior Soggetto al Festival internazionale del film corto Tulipani di seta nera.


Gli ‘A67 originari di Scampia (rione della periferia nord di Napoli da cui provengono), meglio nota come ‘a cient’sissantasètte, dalla legge 18 aprile 1962, n. 167 per l’edilizia popolare, che ha permesso l’edificazione dell’agglomerato, diventato punto di riferimento per lo spaccio della droga e teatro della faida fra bande di camorra. Di questa situazione di degrado e delle speranze di riscatto del quartiere parla il disco ‘A camorra song’io (Polosud, 2005). L’album si avvale della collaborazione di diversi ospiti tra cui Daniele Sepe.

‘A67 Ft. Frankie HI-NRG MC – Brava gente

‘A67, ‘A camorra song’io.


Del 2006 è lo spettacolo “ALIEN’AZIONE. Dallo spazio periferico dritti al centro”, con Amnesty International e Radio Popolare, portato nelle comunità di accoglienza ogni volta con uno special guest diverso, fra cui Mauro Pagani, Francesco Moneti dei Modena City Ramblers e altri.

Del 2007 è “Voglie parlà!”, percorso di educazione alla legalità nelle scuole con Regione Campania, “Libera” e “Amnesty International”, a cui hanno partecipato anche Amato Lamberti, Nando dalla Chiesa e Roberto Saviano. Nell’estate dello stesso anno sono invitati a rappresentare l’Italia alla “Feira de Fortaleza” nel nordest del Brasile.

‘A67 – Voglie parlà

A maggio 2008 esce il secondo disco “Suburb” (Edel Records, prodotto da Polosud con Sognavento), un concept-album dedicato alle periferie del mondo che vede il coinvolgimento di numerosi ospiti italiani (fra cui Mauro Pagani, ‘O Zulù “99 Posse”, Francesco Di Bella “24 Grana”, Valeria Parrella e Roberto Saviano) e giovani band provenienti da India, Brasile, Marsiglia e Istanbul.

Nell’autunno 2008 sono invitati in Germania alla manifestazione “Progetto Periferia” presso l’università di Bochum; realizzano lo spettacolo “Generazione Suburbe” con Giancarlo De Cataldo al festival “Politicamente Scorretto” diretto da Carlo Lucarelli e successivamente a Tor Bella Monaca nel teatro diretto da Michele Placido nella periferia romana e infine all’Auditorum di Scampia, ospiti di PuntaCorsara, con la partecipazione straordinaria del rapper brasiliano Calixto dell’Orchestra do Mundo.

Nel 2009 Alfonso Muras lascia la band alla volta dell’Australia, sostituito al basso da Gianluca Ciccarelli. Il 21 marzo 2009 partecipano alla quattordicesima manifestazione nazionale di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie “Giornata dell’impegno e della memoria” in piazza Plebiscito a Napoli assieme ai Modena City Ramblers e pubblicano la ‘canzone aperta’ sui beni confiscati: il singolo-videoclip “Io non mi sento italiano”, cover di Giorgio Gaber, a sostegno delle cooperative di Libera Terra.

Nel 2010 esce “Scampia Trip”: un progetto multimediale che smentisce i luoghi comuni e che tenta di ricostruire, attraverso la cultura, avvenire e utopie del quartiere più raccontato d’Italia. Tre diversi linguaggi: musica, letteratura e cinema che sono diventati un libro, un documentario di Luigi Pingitore e una compilation degli ‘A67 con pezzi estratti dai 2 album, un inedito e nuove versioni di “‘A67” (Reprise) e “‘A camorra song’io” feat. Francesco Moneti (M.C.R.).

Nel 2011 Andrea Verdicchio lascia la band; sono invitati al “Festival Musicando” della Libera Università di Alcatraz dove improvvisano sul palco con il premio nobel Dario Fo; realizzano in collaborazione con Edoardo Bennato il brano “Accussì va ‘o munno”, colonna sonora del film di Enrico Caria: “L’era legale” e primo singolo del terzo album della band che esce a gennaio 2012: “Naples Power” (Free-d Music/Universal). Si tratta di un disco (con in allegato un libro a cura del cantante Daniele Sanzone) che omaggia il cosiddetto Neapolitan power, in cui gli ‘A67 collaborano con diversi artisti napoletani (Edoardo Bennato, Teresa De Sio, Tullio De Piscopo, Raiz, 99 Posse, Bisca, Zezi, Nuova Compagnia di Canto Popolare, Planet Funk, Enzo Gragnaniello, James Senese, Joe Amoruso, Tony Esposito, Rino Zurzolo, Maria Pia De Vito, Brunella Selo, Pietra Montecorvino, Marcello Colasurdo) e con scrittori come: Roberto Saviano, Valeria Parrella, Peppe Lanzetta, Carlo Lucarelli, Pino Aprile, Sandro Ruotolo; la copertina di “Naples Power” è di Domenico Paladino.

«A67 significa la 167, la legge che ha originato l’edilizia popolare d’Italia e ha edificato il nostro quartiere, Scampia. Siamo nati qui. La nostra musica – chiamatela Rock, Crossover o come vi pare – è stata prima un urlo di rabbia contro tutti, poi l’urlo è diventato parola. Le parole, canzoni.» (dal sito del gruppo)

Gli ‘A67 sono un gruppo crossover rock originario di Napoli, del quartiere Scampia.

‘A67 – Accussì va ‘o munno feat. Edoardo Bennato

‘A 67 feat Zulù – Io nun tengo ‘o nomme

Testo:
Perso dinto ‘e penziere di ieri
cerco ‘e capì chi era chell’ombra
che curreva senza vedé e senza sapé
e che mai si è trovata dinto ‘e panne ‘e chi è stata
cercanno sempe ‘a voce
‘e ogni azione e cu’ ll’uocchie chiuse
jeattati dinto a nu munno ca nun ha scigliuto
e senza truvà pace cumbattenno primma
Cu’ mme e po’ cu’ llate

DIMM QUAL È ‘O JUORNO
DIMM ADDÒ STA ‘O SCUORNO
IO NUN TENGO ‘O NOMME
MA CUNOSCO ‘O MBRUOGLIO

Nguollo tengo ‘o scuorno ‘e chi nun crede
pecché ha cunusciuto chello ca ‘a ggente nun vede
ma dimmi chi è ‘o masto ‘e ‘stu mestiere
arravogliato dinto ‘e maglie ‘e nu sistema
ca nun m’appartene me rosico ‘a vita e spero
pe’ ‘na vita cchiù overa cercanno ‘e nun me fa scagnà
‘e penzieri ‘e chi vede e chi nun crede
chi sente e chi nun crede

DIMM QUAL È ‘O JUORNO
DIMM ADDÒ STA ‘O SCUORNO
IO NUN TENGO ‘O NOMME
MA CUNOSCO ‘O MBRUOGLIO

‘n ommo è sempe ‘n ommo cu ‘o nomme o senza nomme
ma ‘n ommo senza nomme nun è ommo dice l’ommo cu ‘o nomme
‘o nomme ‘o nomme
comme si l’ommo fosse ‘o nomme ma no-men
‘o nomme senza n’ommo è sulo nu nomme
e si’ l’ommo senza nomme è poca cosa
e nun se da’ pace pe’ tutta ‘a fetente d’ ‘a vita soja merdosa
l’ommo cu ‘o nomme s’arreposa sta tranquillo tant’ isso tene ‘o nomme
‘o nomme ‘o nomme
e cchiù ‘o nomme se fa gruosso cchiù assaje se magna l’ommo
e affinale già saje
rimmane sulo ‘o nomme senza l’ommo e addeventa
nu nomme comune di cosa
comme samenta
cantero pivezo favezo stuppolo chiaveca cesso latrina
accussì senza rima sticazze
ha parlato ‘on gennarino T.A.F.K.A.Z faje tu
the artist formally known as Zulù
‘o nomme ‘e ‘n ommo senza nomme ca però s’ha fatto ‘o nomme ‘a sulo ‘a sulo ‘a sulo

DIMM QUAL È ‘O JUORNO
DIMM ADDÒ STA ‘O SCUORNO
IO NUN TENGO ‘O NOMME
MA CUNOSCO ‘O MBRUOGLIO

Se ti sei risvegliato a 90
ma non senti alcun dolore
non avere paura hai votato
il male minore, il male minore…
Nausea, depressione,
i sintomi della rassegnazione,
e non c’è cura, né ospedale
per chi non vuole accettare
il male minore, il male minore…

Il male minore non fa poi così male,
se lo controlli bene non scende e non sale.
Il male minore sempre male rimane,
ma se ci pensi bene infondo ci conviene.

Nel dubbio scegliamo il male minore,
perché suona bene come un brano di Mahler in minore
non siamo più nei ‘70, quale livore,
quale satira, qua la diffusione del “Male”
è minore di “Panorama” o “l’Espresso”,
il panorama è lo stesso, forse
come sul muro lo stesso poster
e nel poster lo stesso poster, “effetto Droste”
ho le vertigini, roller coster
Abituati al meno peggio
il naso ce lo siamo turati in almeno un seggio
ma il mondo resta fermo, snapshot
ci siamo spesi tutto, nell’illusione del jackpot
.. e maestri non ne conosco,
pure il meno corruttibile crolla, ecomostro,
..ma è il minore dei mali
e non ne parliamo come il minore dei nani

Ritornello

Ma in Italia si sa amiamo le favole
dove c’è da salvare il salvabile, evitare
la catastrofe, ognuno fa la sua parte,
c’è chi prende e c’è chi dà, c’è chi parte
e chi non sa, che non c’è alternativa,
se tutto va bene stiamo peggio di prima

Ritornello