Raggio di Sole – Media Virus (1994)

Media Virus è un progetto del 1994.
Da pochi giorni Berlusconi aveva pronunciato la fatidica frase: “scendo in campo”.
Per tantissimi di noi quello è stato uno spartiacque per la nostra democrazia.
La sinistra italiana lo ha sottovalutato. Noi no.
Eravamo un gruppo di trentenni (eh sì, mi ha rubato 30 anni, senza aver mai avuto uno Stato “normale”) che non sottovalutò quell’evento. Conoscevamo bene il potere della televisione, l’unico mezzo davvero capace di entrare in tutte le case, e conoscevamo l’enorme anomalia italiana: un imprenditore con una concentrazione mediatica enorme tra le mani.
Per giunta, iscritto alla P2, un’organizzazione che aveva come aspirazione il ripristino del fascismo in Italia.
Rimasi allibito davanti alla tv quando vidi Berlusconi, a reti unificate, fare il suo discorso alla nazione.
Quello che avevamo temuto, vedendo crescere giorno dopo giorno il suo potere mediatico, si stava avverando. E presto avrebbe preso anche il controllo della Rai. Il monopolio, di fatto, diventava assoluto.
In quell’anno vedemmo mettersi in moto la macchina della propaganda che aveva costruito scientificamente per dieci anni. Il suo obiettivo era sempre stato quello: il potere.
Così, da Ambra Angiolini a Maurizio Costanzo, fino a mille altri volti “ammalianti”, insieme ai giornalisti delle reti Fininvest (si chiamava così all’epoca il suo impero), per tutto il giorno si inanellavano endorsement, più o meno velati.
Tutto questo ci faceva inorridire.
Sapevamo che stavano preparando un altro ventennio (che poi si è trasformato in trentennio).
Lui faceva casting. Della politica non gli importava nulla: doveva difendere il suo impero.
Servivano yes-men, di buona presenza, telegenici, e soprattutto che non capissero nulla proprio perché non dovevano fare domande né opporsi agli orrori che sarebbero arrivati negli anni successivi.
Noi tutto questo lo avevamo chiaro.
Creammo uno spettacolo che si chiamava “Media Virus” e lo presentammo alla Festa dell’Unità di Pomigliano d’Arco.
Era la risposta al Programma Italia che Berlusconi portava avanti da anni prima della discesa in campo. Quando decise di entrare in politica, capimmo esattamente cosa fosse quel progetto.
E siccome ogni programma (software) può avere un suo virus, creammo Media Virus.
Lo registrammo su cassette stereo, con una bellissima confezione.
Se qualcuno riconoscesse questo progetto e avesse ancora una copia del contenitore, mi farebbe piacere ricevere una foto.
Sono passati 32 anni. Non ricordo più i nomi di tutti i componenti di quel collettivo. Se qualcuno li ricorda, mi piacerebbe rimettermi in contatto, fare qualche considerazione, capire se per loro è cambiato qualcosa. Ho ancora tante domande.
Questo è il me stesso che, in un’altra vita, aveva una casa editrice.
Trent’anni fa.
Ed è una cosa che mi ha dato grande orgoglio.

Avevamo capito che non era solo politica.
Era qualcosa di più sottile. Più pericoloso. Era seduzione.

‘Raggio di sole’ nasce dentro quel progetto. È una metafora. Racconta di una figura capace di ammaliare, di attirare, di far perdere lucidità.
Una presenza che promette, ma non mantiene.
Che riempie gli occhi… ma non disseta
La sabbia tra le mani non porta via la sete. Eppure tutti continuano a crederci. Anche quando qualcuno prova a dire la verità…
nessuno lo ascolta. Questa canzone ha più di trent’anni.
Ma forse parla ancora di oggi.”

Dopo 32 anni siamo ancora tra le mani del berlusconismo e dei suoi ex yes-men.
Ma prima o poi , ne sono convinto , ce ne libereremo.

Un bacio a tutti.


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