Appunti da un disco che non volevo ascoltare

Ho ammazzato Charlie Red

Dopo Per tutto quello che non sai, oggi torno ancora più indietro.
Non nel futuro immaginato, ma nel clima reale di fine anni ’70.

Ho ammazzato Charlie Red è una canzone scritta nel 1983 che immaginava gli scontri tra le fazioni politiche giovanili di quegli anni.
Un titolo volutamente duro, disturbante, figlio di un tempo in cui l’ideologia era identità totale e lo scontro sembrava inevitabile.

Non è una cronaca e non è una confessione.
È una visione.
Un modo, forse acerbo ma sincero, di raccontare come la violenza possa nascere prima nelle parole, poi nei gesti.

Riascoltarla oggi fa effetto.
Perché quel clima non appartiene solo alla memoria.
Cambia il linguaggio, cambiano i simboli, ma la polarizzazione, l’odio, l’incapacità di ascolto tornano ciclicamente.

Come per il brano di ieri, anche qui la consapevolezza è la stessa:
le canzoni reggevano.
Era il contesto a non essere pronto.
O forse ero io.

Questo remix non assolve e non accusa.
Rimette la canzone in circolo.
La lascia parlare di nuovo.

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