Il condono illude.L’edilizia pubblica libera.

Che spettacolo nauseante: puntuale come un orologio truccato, ogni volta che si avvicinano le elezioni rispunta il solito teatrino del “condono per il popolo”.
E guarda caso, il Governo lo tira fuori proprio adesso, a ridosso delle elezioni regionali campane.
Un tempismo perfetto, chirurgico, coerente con una filosofia politica che negli ultimi mesi ha smontato l’abuso d’ufficio, indebolito i controlli, stravolto la giustizia e spalancato la porta a chi vuole mani libere — non per costruire diritti, ma per consolidare poteri.

Altro che diritto alla casa: è propaganda che puzza di clientele elettorali, voti comprati, favori incrociati e un sistema che da decenni ingrassa la speculazione edilizia, spesso nelle mani della criminalità organizzata.

La casa è un diritto costituzionale, certo.
Ma nessuna Costituzione difende un edificio tirato su senza fogne, senza collaudi, in un letto di fiume o su una collina che cede alla prima pioggia.
Chiamare “diritto alla casa” ciò che in realtà è un mercato nero alimentato da mafie, abusivismo e politici compiacenti è una truffa morale prima ancora che urbanistica.

E le conseguenze le vediamo tutti da anni:
– territori devastati da decenni di speculazione camorristica
– vite spezzate da frane e alluvioni annunciate
– milioni di euro pubblici bruciati per riparare disastri nati dall’illegalità
– quartieri invivibili, costruiti fuori da ogni regola
– famiglie intrappolate in case insicure, vendute come favori ma pagate come condanne
– servizi impossibili da garantire perché nati sopra un caos urbanistico costruito da poteri criminali e protetto da complicità politiche

Questa non è difesa delle famiglie:
è sfruttamento politico della disperazione.
È strategia. È metodo. È potere.
È la criminalità che si traveste da rivendicazione sociale — e trova sempre qualcuno disposto a fare da megafono.

La vera alternativa esiste ed è una sola:
EDILIZIA PUBBLICA VERA, SICURA, TRASPARENTE.
Case progettate, collaudate, in quartieri serviti, con strade, scuole, trasporti.
Case che non arrivano come favore del politico o del clan, ma come diritto di cittadinanza.

Tutto il resto è propaganda avariata.
È l’ennesimo tentativo di far credere che l’illegalità sia una scorciatoia, quando è proprio ciò che ha reso questa regione fragile, ricattabile, povera.

Difendere il diritto alla casa significa costruire edilizia pubblica, non condonare speculazioni criminali.
Significa liberare le persone, non tenerle ostaggio.
Significa legalità, non clientele travestite da giustizia sociale.

Il resto è solo rumore elettorale.
E sì, puzza. Molto.

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